lunedì 1 ottobre 2007

Appello al Presidente della Provincia

Fermiamo i lavori della Strada dei Cannoni

Venerdì 24 agosto, è stato presentato dagli assessori provinciali Giovanni Negro (Lavori pubblici), Angelo Rosso (Turismo) e Silvano Dovetta (Montagna) all'assessore regionale alla Montagna, Bruna Sibille, e agli amministratori locali il progetto di Sistemazione della “strada dei cannoni” tra le valli Maira e Varaita con una spesa prevista di un milione di Euro.

Il bollettino della Provincia di Cuneo n. 33 del 30.08.2007 Cuneo Informa illustra con queste parole l’intervento : Sono previsti interventi tra Lemma e Pian Pietro, tra Roccabruna e il colle di Valmala, colle Birrone e colle di Sampeyre. I cantieri interesseranno tratti di strada nei comuni di Rossana, Roccabruna, Valmala, Melle, San Damiano Macra, Macra, Stroppo, Frassino e Sampeyre. Il piano di intervento prevede la predisposizione di un cantiere mobile, il taglio della vegetazione interferente con la strada, scavi di sbancamento, risanamento e risagomatura della carreggiata, pavimentazione con materiale tipo Binder, sistemazione di barriere in legno.

Durante la presentazione è stato chiarito che lo scopo dell’intervento è quello di creare la Pista ciclabile più alta d’Europa, merito di cui potranno fregiarsi sia la Val Maira che la Val Varaita e che “avrà notevole rilievo ed importanza, oltre che per la viabilità del territorio, per il turismo religioso. enogastronomico e ambientale. Un’opera che darà certamente un forte contributo alla crescita turistica delle due vallate alpine. Grazie all’intervento la strada, straordinaria panoramica sullo spartiacque delle valli Maira e Varaita costruita dai militari, sarà percorribile a piedi, in bicicletta e a cavallo” (dal resoconto del Maira del 07.09.2007) .

Per rendere più agevole il percorso agli escursionisti, ai ciclisti e ai cavalli si asfalta la strada da Lemma a Pian Pietro e quella fra Roccabruna e Valmala; si rifà l’asfalto fino al colle della Cabra, e si ripristina, con un cantiere mobile, la strada fino al colle di Sampeyre, con un costo per i contribuenti di un milione di Euro!

La “Strada dei Cannoni” è uno dei percorsi più battuti dagli escursionisti e dai mountain bikers, che sono i primi ad opporsi a questo progetto.

In realtà ci troviamo di fronte all’ennesima, scriteriata avanzata di asfalto nelle valli alpine, espressione di una idea miope di sviluppo e valorizzazione della montagna.

Questa scelta privilegia solamente il turismo “mordi e fuggi” quotidiano a scapito di un turismo di qualità ad elevata creazione di reddito, perché consente di allungare le permanenze.

Come amanti della montagna, escursionisti e ciclisti, ma soprattutto come contribuenti ci chiediamo:

Come si può pensare di spendere un milione di euro per realizzare una pista ciclabile in alta quota, quando su tutto il resto del territorio provinciale, dove si può andare in bicicletta tutto l’anno e dove ci si potrebbe spostare quotidianamente con le due ruote, anziché con le quattro e non esiste ancora una rete ciclabile degna di questo nome e minimamente paragonabile a quelle degli altri paesi Europei?

Come si può pensare di investire soldi pubblici in nuovi progetti, quando non si è ancora riusciti a completare in modo organico e funzionale quelli avviati in precedenza (uno su tutti: le ciclabili del Marchesato) ?

Come si può pensare di asfaltare nuove strade (e che strade!!). quando non si riesce neanche a mantenere in modo decente quelle esistenti?

Come si possono asfaltare strade che sono un patrimonio da tutelare e valorizzare, che garantiscono percorsi unici, lontani dal traffico motorizzato, invidiateci dai molti turisti che le percorrono ?

Come si può pensare di spendere così tanto denaro pubblico per asfaltare il tratto Roccabruna-Colle di Valmala lungo il cui tracciato non vi sono borgate e nessun tipo di attività? Non sarebbe più opportuno concentrare l'attenzione su altre strade, rendendole più agevoli ed incentivando così il ripopolamento di borgate disabitate da tempo?

Perchè il fondo naturale della strada non può essere mantenuto così com’è, semplicemente intervenendo con scoli dell'acqua efficienti?

Per tutte queste ragioni chiediamo che questo intervento venga sospeso, e venga aperto un tavolo di discussione tra le Associazioni firmatarie e la provincia di Cuneo

Legambiente — Circolo di Cuneo

Pro Natura — Cuneo

12 commenti:

Giorgio Pallavicini e Nadia Siravegna ha detto...

Danno all'ambiente con spreco di risorse pubbliche. Un progetto che non apporta nessun vantaggio nè per la tutela dell'ambiente montano, nè tanto meno per la popolazione della valle. Piena solidarietà e speriamo aderiscano in molti.

Anonimo ha detto...

Se verrà realizzata sarà l'ennesimo spreco di soldi pubblici. Do pieno appoggio alla eventuale petizione o altre forme di protesta contro questa "trovata della pista più alta d'Europa".
Livio Belliardo

walter barra ha detto...

e' incredibile anche solo che possano pensare di fare una cosa del genere,questi soldi potrebbero servire x cose molto + utili e soprattutto senza rovinare un posto cosi' bello.
pieno appoggio ad eventuale petizione.

Susyfebo ha detto...

"una strada è grande perchè fu e inntende restare modesta. Porta evidenti le ferite del tempo e le tracce del lavoro degli uomini. Non desidera affatto ergersi sulla nostra terra per porsi sullo stesso piano delle opere monumentali della storia. Lascia questo intento alle cattedrali, agli archi di trionfo, alle defunte acciaierie, ai centri commerciali, a qualche magazzino trasformato in museo. Non ci sarà nessuno ad inaugurarla e ad apporre sulla sua facciata il nome di un generale, di un presidente o di una multinazionale. Non si inorgoglisce per il flusso dei veicoli o per quello dei lavoratori o dei turisti. Quando è sola, e la cosa non le dispiace, non si annoia e canticchia la sua romanza..."
da "PASSEGGIATE" di Pierre Sansot

consulta provenzale ha detto...

Vediamo con stupore che si propone un ennesimo vergognoso spreco di denaro in nome di una non ben identificata e poco chiara corsa alla "salvezza della montagna". Complimenti, in una società in cui mancan ole risorse anche per i servizi essenziali coem la viabilità, invece di investire in maggior sicurezza sulle strade più frequentate si va a spendere denaro pubblico per asfaltare strade su cui il traffico è quasi inesistente. Poi qualcun osi lamenta se si pensa di tagliare le comunità montane. Un applauso sincero ...

Martini Davide
Consulta Provenzale

Anonimo ha detto...

Conosco poco la realtà specifica delle 2 valli, ma se le comunità che ci vivono non vogliono questo intervento, sono d'accordo nel dire che non va realizzato. Sono però convinto che con o senza asfaltatura il turismo esercitato su tale strada è, e rimarrà un turismo mordi e fuggi, come avviene per la maggior parte di queste strade, finchè non si cambierà l'impostazione turistica di come le valli si offrono ai loro visitatori.
Io vi porto in esempio la strada del colle delle Finestre e dell'Assietta (val Susa e val Chisone), sulla quale c'è una forte presenza di motociclisti tedeschi e svizzeri che arrivando da distante sono obbligati a soggiornare in valle; ebbene non si è capaci di creare un sistema di offerta turistica che possa mantenere costante questa presenza nel tempo, e se non fosse per il passaparola che i centauri stranieri fanno tra loro o per i siti che ESSI hanno creato su internet, questo turismo non esisterebbe nemmeno. E di tutto ciò ce ne stiamo rendendo conto solo ora perché la Provincia di torino quest'estate con l'idea di un "turismo naturalistico" ha chiuso il transito alle moto per agevolare i pochi ciclisti (pochi anche per via del fondo sterrato e dell'impegnatività della salita) che in giornata arivano, salgono, ridiscendono il colle e tornano a casa senza portare benefici a chi vive il territorio; In questo modo la Provincia rischia di dare un taglio deciso ad un turismo straniero che se pubblicizzato e gestito correttamente porterebbe beneficio agli operatori turistici di due valli.
In sostanza non lasciamo che la Provincia decida di cose che riguardano noi che viviamo le valli, ma allo stesso tempo cerchiamo di utilizzare bene ciò che le valli ci offrono, per il nostro turimo non serve ne un'apertura toale di tutti gli spazzi, ne una chiusura totale, ma una corretta gestione fatta dal territorio stesso senza che venga imposta da un ente esterno che non conosce la realtà specifica delle valli.

Anonimo ha detto...

Conosco poco la realtà specifica delle 2 valli, ma se le comunità che ci vivono non vogliono questo intervento, sono d'accordo nel dire che non va realizzato. Sono però convinto che con o senza asfaltatura il turismo esercitato su tale strada è, e rimarrà un turismo mordi e fuggi, come avviene per la maggior parte di queste strade, finchè non si cambierà l'impostazione turistica di come le valli si offrono ai loro visitatori.
Io vi porto in esempio la strada del colle delle Finestre e dell'Assietta (val Susa e val Chisone), sulla quale c'è una forte presenza di motociclisti tedeschi e svizzeri che arrivando da distante sono obbligati a soggiornare in valle; ebbene non si è capaci di creare un sistema di offerta turistica che possa mantenere costante questa presenza nel tempo, e se non fosse per il passaparola che i centauri stranieri fanno tra loro o per i siti che ESSI hanno creato su internet, questo turismo non esisterebbe nemmeno. E di tutto ciò ce ne stiamo rendendo conto solo ora perché la Provincia di torino quest'estate con l'idea di un "turismo naturalistico" ha chiuso il transito alle moto per agevolare i pochi ciclisti (pochi anche per via del fondo sterrato e dell'impegnatività della salita) che in giornata arivano, salgono, ridiscendono il colle e tornano a casa senza portare benefici a chi vive il territorio; In questo modo la Provincia rischia di dare un taglio deciso ad un turismo straniero che se pubblicizzato e gestito correttamente porterebbe beneficio agli operatori turistici di due valli.
In sostanza non lasciamo che la Provincia decida di cose che riguardano noi che viviamo le valli, ma allo stesso tempo cerchiamo di utilizzare bene ciò che le valli ci offrono, per il nostro turimo non serve ne un'apertura toale di tutti gli spazzi, ne una chiusura totale, ma una corretta gestione fatta dal territorio stesso senza che venga imposta da un ente esterno che non conosce la realtà specifica delle valli.

info@passiinliberta.net ha detto...

Sono Fulvio Calvo dell'Associazione Passi in Libertà con sede a Roccabruna (Dronero).
Noi ci occupiamo di riduzione dei consumi ed ambiente con iniziative rivolte a bambini e famiglie: la montagna è un libro aperto per sperimentare e per mettersi in gioco nella pace e nel silenzio. Il nostro motto è 'Itinerari infiniti per menti semplici': in questo progetto vedo solo itinerari morti per menti morte.
Fateci sapere avete il nosyro appoggio

Nicole B. ha detto...

Il fatto è che non è assolutamente vero che l'asfalteranno...io non capisco perchè mettere in giro queste voci solo per sputtanare la gente.

Anonimo ha detto...

Associo la mia protesta appoggiando le parole scritte da chi in forma anonima prima di me citava l' esempio del colle delle Finestre.
Il modo per attirare turismo è quello di agevolare chi percorre queste strade già oggi e le fa conoscere a escursionisti motorizzati si, ma con una mentalità di rispetto della natura. Mi ha infastidito molto l' articolo apparso su la stampa in data odierna nella cronaca cuneese dove Simone Riviero di Legambiente, che come me ha un pensiero conservatore per quel che riguarda il destino della strada, abbia però definito i motociclisti una razza di persone portatrici di danno che sconfinano nei prati e rovinano la natura. Ogni categoria di persone ha elementi che possono essere definiti "mele marce", ma credo che si debba puntare su escursionismo programmato e pubblicizzato anche per mezzi fuoristrada , mantenendo la strada nella sitazione attuale con eventuali piccoli arrangiamenti in tratti più rovinati (alcuni lavori del genere sono stati apportati negli ultimi 2 anni vedi la sterrata che dal colle della Chabra scende verso San Daminao Dacra) si può avere quindi una rotabile utilizzabile sia da mtb, cavalli , escursionisti a piedi e motorizzati con mezzi idonei..credo che tutte queste realtà possano coesistere rispettandosi vicendevolmente e portando beneficio economico a chi vorrà aprire attività ricettive in zona.

belze ha detto...

Barbari, incivili ed ignoranti, altre qualifiche non le meritano, per altre offese non ho tempo

Francesca ha detto...

E' un progetto a mio parere indegno, un insulto, un'aggressione al nostro ambiente, ma come si può fare qualcosa attivamente?
C'è ancora un modo per cambiare le decisioni prese dall' alto?