sabato 8 dicembre 2007

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lunedì 3 dicembre 2007

La risposta del Sindaco di Rossana

Le ragioni della nostra opposizione

Vai al video che illustra le ragioni della nostra opposizione.
http://www.youtube.com/watch?v=Y1TmTmYvkbg

Lettera all'Assessore alla Montagna della Regione Piemonte

Considerazioni a proposito del progetto di intervento sulla Strada dei Cannoni

La valle Maira (Cuneo) è una delle poche valli alpine che, grazie alla scarsa presenza umana e ai pochi interventi, ha mantenuto una natura incontaminata e selvaggia. La bellezza dei suoi paesaggi ha attirato l’attenzione di un turismo “dolce” che ha richiamato un gran numero di turisti italiani e, soprattutto, stranieri.
Per soddisfare questa domanda è stata creata, con il contributo spesso determinante della Comunità Europea, una rete di piccole strutture ricettive, che registrano un crescente aumento di presenze, in controtendenza con quanto avviene in valli vicine, che hanno puntato molto, se non esclusivamente, sulla politica dei grandi impianti.
Le dichiarazioni dell’assessore al turismo della Comunità Montana Valle Maira, riportate dal periodico dell’Unicem piemontese del settembre 2007, descrivono bene i risultati ottenuti: “Negli ultimi tre anni c’è stato un aumento medio degli arrivi valutabile intorno al 20%. Nei nostri 71 esercizi ricettivi che contano 1534 posti letto, l’ultimo anno abbiamo registrato circa 18.000 presenze. Abbiamo puntato sul binomio eco-turismo e cultura e credo che ora stiamo raccogliendo i primi frutti mentre le prospettive appaiono molto buone. La presenza media è di 2,9 giorni. I maggiori incrementi li stiamo registrando tra svizzeri, tedeschi, olandesi e belgi, amanti del trekking o della bicicletta”
Per questo tipo di turismo le strade bianche e i sentieri sono una risorsa e un punto qualificante per la scelta della valle da parte degli stranieri.
Se questa è la linea di tendenza della sviluppo turistico che si è inteso favorire (con cospicui investimenti pubblici, per altro), non si capisce perché ora si intenda asfaltare e modificare una strada (la Roccabruna — Colle di Valmala) che è molto apprezzata da escursionisti e bikers così come è, mentre se asfaltata non darebbe alcuno sviluppo ad una zona praticamente disabitata e non servirebbe da collegamento rapido tra la Valle Maira e la Valle Varaita perché ripida, lenta e ricca di curve. L’attuale collegamento attraverso la Colletta di Rossana risulta senz’altro più rapido e sicuro.
Senza considerare la necessità di una complessa manutenzione invernale, che, specie nel tratto dal Colle di Valmala al Santuario (esposizione a Nord), richiederebbe sicuramente attenzione, cure ed esborso di denaro per la presenza di neve e per le gelate frequenti. Nel caso, invece, si decidesse di non tenere aperta la strada nel periodo invernale, ci si domanda se sia il caso di investire tutto questo denaro in una strada che potrebbe rimanere chiusa per più di sei mesi all’anno! Si fa notare che, in genere, tutte le strade simili sono chiuse a partire dal mese di ottobre fino a maggio-giugno per motivi di sicurezza.
Analoghe ragioni ci paiono valere anche per il secondo tratto che si intende asfaltare, quello Lemma — Pian Pietro. Lemma è ormai una borgata praticamente disabitata, facilmente raggiungibile con un’ottima strada da Rossana. Pian Pietro è un puro toponimo, un luogo in cui si incrociano alcune carrarecce che arrivano dai luoghi intorno.
Infine, non è chiaro quale sia il reale importo dell’investimento previsto: un milione di euro come comunicato dalla Provincia, o il milione e trecentomila euro previsto dall’Assessore Sibille nella sua lettera alla Stampa?

Ancora alcune precisazioni.
Per quanto riguarda l’intervento Roccabruna - Colle di Valmala (euro 560.000) si fa notare che:
• esiste già una strada asfaltata per il Santuario di Valmala;
• il tratto da Roccabruna al Colle di Valmala è solo un vecchio percorso agricolo. Non si notano manutenzioni recenti;
• una strada intervalliva non ha alcun senso e comunque necessiterebbe di un raccordo fra il Colle di Valmala e la strada dei cannoni. A chi spetterebbe la manutenzione?
• è una strada interpoderale - sentiero escursionistico con pendenze molto accentuate (in soli 4 km si ha un dislivello di 290 metri);
• la strada finisce al Colle e il raccordo con la Strada dei Cannoni avviene su un ripido sbancamento di una pista di sci in disuso;
• l’asfaltatura comporterà la realizzazione di rettifiche con varianti e ulteriori sbancamenti;
• la strada non collega nessun centro abitato;
• l’attuale strada fa parte del circuito escursionistico T1 dei “Sentieri alpini della provincia di Cuneo”.


Per quanto si riferisce al tratto Lemma-Pian Pietro, si fa notare che:
• il primo tratto (km 1,1) è già asfaltato;
• la manutenzione del tratto di strada bianca (km 2,5) è perfetto e comodamente percorribile da ogni tipo di mezzo;
• il tratto di strada bianca fa parte dei “Sentieri della libertà”;
• il tratto di strada bianca fa parte di una serie di percorsi molto frequentati dai mountain-bikers.

Alla luce di queste premesse chiediamo di
1. non asfaltare il tratto Lemma - Pian Pietro; la manutenzione è già oggi ottima ed è facilmente percorribile da qualsiasi mezzo;
2. non asfaltare il tratto Castlas – Colle di Valmala; l’asfaltatura necessita di massicci interventi a causa dell’accentuata pendenza del tracciato, che stravolgerebbero il fianco della montagna. Chiediamo solo una efficiente manutenzione;
3. definire e concordare gli interventi sulla Strada dei Cannoni;
4. dotare tutte le carrarecce della zona di una adeguata e corretta segnalazione, con indicazione di distanze e tempi di percorrenza. Prevedere la creazione di uno o più circuiti ad anello adeguatamente segnalati e pubblicizzati;

Legambiente – Circolo di Cuneo
Pro Natura Cuneo
Guide moumtain-bike valli occitane

Cuneo, 26.11.2007

domenica 21 ottobre 2007

Tre buoni motivi per risparmiare denaro pubblico

Nei blog è possibile moderare i commenti, ma io, da buon amante della verità non lo faccio. Inviterei però i "cittadini seri e responsabili" a metterci anche la faccia, in modo da rendere più serio il dibattito, anche perchè il tono curiale e felpato mi fa pensare al melenso modo di comunicare dei politici. Comunque.

Ho lasciato senza commenti la lettera della Sibille perchè altri impegni mi avevano preso ieri, ed ecco ora le mie obiezioni.

1)Noto che ora si è passati a parlare di 1.300.000 euro, quindi sono bastati due mesi per un aumento delle spese del 30%, visto che ad agosto la spesa prevista era di un milione di euro. Speriamo che non si continui così, anche se questa è la regola in Italia per i lavori pubblici.

2)Sfugge ad ogni logica spendere 560.000 euro per asfaltare una strada (la Roccabruna - Colle di Valmala), che ai cittadini della valle Maira non interessa assolutamente, se non forse per qualche pic nic domenicale in macchina. Tantomeno interessa il tratto Lemma - Pianpietro, che porta da un paese praticamente disabitato (Lemma) ad un toponimo (Pianpietro), piccola radura tra i boschi. Tanto più che la questo tratto di strada è in ottime condizioni e non presenta nessuna pendenza particolare, come addotto nella lettera.

3)Gli abitanti di Dronero Villar e Roccabruna non dispongono di un trasporto pubblico che colleghi i tre comuni (ormai una sola località), i ragazzi ed ciclisti non dispongono di un metro di pista ciclabile per andare a scuola in sicurezza, oppure per recarsi a fare acquisti a Dronero, dover ci sono negozi e servizi. Per andare a Dronero sono obbligati a servirsi della scuolabus (con relativi costi non certo lievi), oppure farsi portare dai genitori in auto. Lo stesso vale per gli anziani che non dispongono di auto propria.
Non vedo logica, a meno che non si parli di raggiungere più facilmente dalla valle Maira il Santuario di Valmala. E questo sarebbe veramente il massimo. Per risparmiare ai pellegrini - turisti 24 km (la tratta Dronero - Ponte di Valcurta) si spendono 1.300.000 euro. Complimenti! Ed il bello è che a fare questo favore alla Chiesa (non richiesto , mi pare) è un'amministrazione di centro sinistra!

Credo che i motivi per questo spreco di denaro siano ben altri, che non abbiano nulla a che fare né con le bici né con i fedeli pellegrini. Io qualche idea di cosa ci sia veramente dietro ce l'ho, ma vediamo se ne viene qualcuna anche a voi.

sabato 20 ottobre 2007

Ecco la lettera che l'Assessore Regionale alla montagna, Bruna Sibille, ha inviato al quotidiano La Stampa il 19 ottobre in merito alla questione della Strada:
Strada dei cannoni e la Regione
Leggo su «La Stampa» di mercoledì 17 ottobre l'articolo intitolato «Non asfaltate la via dei cannoni». Non è mia abitudine fare polemiche: per dialogare occorre però avere ben presente i dati del progetto in questione e, proprio per questo, desidero precisare alcuni aspetti a partire da quello finanziario. Il preventivo di spesa di 1.300.000 euro non è ascrivibile totalmente ai lavori sulla Strada dei cannoni. Le risorse serviranno infatti alla realizzazione della strada intervalliva che da Borgata Castello di Roccabruna giunge a Valmala e al completamento del collegamento tra Lemma e Pianpietro. L'asfaltatura di questo tratto si rende necessaria in considerazione del fatto che le pendenze esagerate rendono inutile la manutenzione, compiuta più volte nel corso dell'anno, e consigliano di lavorare per una soluzione definitiva. Segnalo peraltro che esiste un sentiero alternative fruibile dagli appassionati di mountain bike sullo stesso territorio. Gli interventi sono dun-que utili anche per giungere al Santuario di Valmala. Per quanto concerne la strada dei cannoni i lavori fïnalizzati al ripristino del fondo, con detriti naturali e non con l'asfalto tipo binder, avranno un costo complessivo di 250.000 euro. Aggiungo che, circa le previsioni di un'apertura alle motociclette e ai quad, fin dalla prima riunione sono stata chiara con tutti gli interlocutori in merito al divieto di percorrere la strada ai mezzi motorizzati. Tutti hanno convenuto con la mia richiesta, che è rivolta a migliorare il collegamento per l'utilizzo in mountain-bike e a piedi, non certo per altri mezzi di trasporto a motore. Infine, per rassicurare gli interessati alla questione della Via dei cannoni, garantisco che la Regione darà il proprio contributo economico al progetto, non ancora deliberato, solo se verrà garantita la tutela dell' ambiente che passa, una volta accertate le caratteristiche progettuali, attraverso giudizi dati nel merito e senza prese di posizione aprioristicamente contrarie o favorevoli
Bruna Sibille Assessore Regionale alla Montagna

Libertà di stampa e di parola. Fine?

Ho letto questo post sul sito di Beppe Grillo, e sono veramente allibito. Ho votato questo governo e MI VERGOGNO, MI VERGOGNO, MI VERGOGNO! Con tutti i probemi che abbiamo si trova il tempo di tentare di bloccare le critiche e i nuovi modi per diffonderle. Non è per questo che ho sempre votato a sinistra. Più tasse e meno libertà. Che roba!
Scrivete (a Franco Levi) e diffondete, difendiamo l'espressione libera delle idee sul web!

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it

Postato da Beppe Grillo il 19.10.07 12:40 |